Che ne sarà del calcio?

1 Aprile 2008

Dopo la morte di Filippo Raciti e quella di Gabriele Sandri, adesso quella di Matteo Bagnaresi. Il calcio è uno sport e come tale andrebbe considerato. Ormai non facciamo altro che sentire dai tg notizie di giovani ragazzi che per seguire la loro squadra del cuore vengono coinvolti in risse, scontri, pestaggi, non si ascolta più la radiocronaca del giornalista che commenta un fallo o un fuori gioco, si ascoltano frasi del tipo: partita rinviata, lancio di oggetti in campo, rissa sugli spalti, poliziotto malmenato, non se ne può più davvero.

Il sabato quando mi reco alla stadio,vedo gli occhi di mio padre e di mia madre che specialmente quando il tempo non lo consente, mi guardano come per dirmi rimani a casa, ogni volta che accadono questi fatti i miei familiari hanno sempre il timore che possa capitare a me. Poi però mio padre torna a dirmi: “sei un ragazzaccio, se ti dico di restare a casa non lo fai vero?” Conoscono la mia passione e sanno che per me il calcio è quello delle mattine in cui ti svegli e sei felice di andare a vedere la tua squadra del cuore, il tifoso vero ha bisogno disentire il profumo del prato verde, il sole che ti riscalda e l’acqua che ti bagna e magari ti fa intravedre il gol solo perchè ti eri girato a prendre l’ombrello.

Ma a dire la verità dopo quello che è accaduto domenica me lo sono chiesto anch’io. Non mi era mai successo di pensarci ma come in tutte le cose c’è sempre una prima volta. Mi sono chiesta se vale la pena morire per una partita litigare per una sconfitta.

Alcuni dicono che la colpa è della tv che condiziona, ma non è possibile pensare che siccome il Mughini di turno litiga con Abatantuono o chicchè sia, il giorno della partita uno vada li e meni tutti. Credo che un cervello ognuno ce l’abbia e debba farlo funzionare! Se vedere due che litigano in tv porta qualcuno a scontrarsi con un altro allora amici miei siamo fritti. Lo sport è sport i novanta minuti sono novanta e basta!Non continuiamo un terzo tempo fuori dagli spalti!E comunque smettiamola di pensare che allo stadio ci vanno solo gli stupidi o chi non ha nulla da fare, perchè allo stadio ci va chi vuole stare in compagnia e a volte si vedono gesti e sorrisi che altrove si rischia di non vedere.


Stasera:Roma Manchester sfida al vetriolo

1 Aprile 2008

E’ tempo di Champions League. Questa sera all’Olimpico la Roma, unica squadra italiana ancora in corsa, se la vedra’ per la quinta volta negli ultimi quattordici mesi con i rivali del Manchester United.

Luciano Spalletti dovra’ fare a meno di Francesco Totti, fuori di sicuro dal match d’andata e in dubbio per il ritorno di Old Trafford. Il modulo restera’ il solito 4-2-3-1, con Vucinic al centro dell’attacco.

I tifosi romanisti non dovrebbero preoccuparsi più di tanto in quanto Vucinic è degno sostituto, e può rendersi utilissimo alla causa. Inoltre non si può pensare di basare le sorti di una squadra su di un solo giocatore.

Il resto e’ tutto deciso, nonostante i problemi influenzali De Rossi scendera’ comunque in campo. In difesa dentro Cicinho sull’out di destra e spostamento di Panucci centrale al posto di Juan. Sulla trequarti Aquilani .

RICORDI. È una rivincita di cui la Roma avrebbe fatto volentieri a meno. Il Manchester è un forte avversario da dover abbattere, in conferenza stampa ieri Spalletti l’ha definita come la più forte al mondo. Nonostante tutto però la Roma dovrà giocarsela perchè come si suol dire:”il pallone è rotondo”.

PAURA DA GOL. Però sarà dura. Il Manchester primo in Premier League, davanti a squadroni come Chelsea, Arsenal e Liverpool, con 68 reti segnate in 32 giornate. I Red Devils fanno paura perché sono più completi dell’anno scorso, hanno un Cristiano Ronaldo in aria di Pallone d’oro, ma non solo, il Manchester è di gran lunga la squadra più in forma, grazie a una condizione fisica ottimale e un gruppo affiatato, con giocatori come Rooney grande centravanti.