Fasi regionali di calcio a cinque
14 Maggio 2008Domenica ho assistito alle fasi regionali di calcio a cinque organizzate dal CSI. Un divertimento assoluto. Le partite si sono svolte a Catania con le squadre di tutta la regione. Io ho accompagnato una squadra chiamata Bellerofonte,(foto in alto) che però ha perso due partite e non ha disputato la terza dato che erano tre le partite da giocare e per passare alle fasi successive avrebbero dovuto quantomeno vincerne una e pareggiarne un’altra. E’ stato comunque uno spasso immergersi per un giorno in un ambiente che tutto ha tranne che qualcosa di femminile, tra sudore, scarpini, grida e battute poco raffinate. Io a dire la verità mi sono divertita molto. Le partite sono iniziate alle 10:00 a seguire si sono disputate le altre, la seconda subito dopo e la terza intorno alle tre. E’ stato uno spasso vedere alcuni ragazzi che avevano preso tutto come un gioco, rendersi conto magari di non essere all’altezza della situazione, e dire:”andiamocene qui ci fanno secchi”, e vedere altri che invece ci credevano e si caricavano a vicenda. Tra le curiosità della giornata vi è da segnalare una signora, che ha creato la squadra con il marito e tra i giocatori c’era anche il figlio, che era un vero personaggio, mentre la sua squadra giocava ci diceva chi giocava meglio e chi no. Non appena i suoi compagni se ne sono accorti l’hanno subito ammutolito! La signora in questione andava dicendo: “siamo una squadra di parrocchia noi non abbiamo pretese”, ma nessuno vuole perdere e non appena il figlio parava un tiro o qualcuno della sua squadra segnava, sbraitava come una pazza e festeggiava, vi giuro c’era da ridere. Della serie mucchitilla alla signora della parrocchia!!! Ma che ridere ragazzi. Tra le altre curiosità , dentro i campetti campeggiava un cartello con su scritto:”Vietato gridare Vietato Fumare”.
Disposizioni seguite alla lettera! Da buoni atleti diligenti e rigorosi i ragazzi appena uscivano dallo stadio fumavano e non appena qualcuno sbagliava un tiro gridavano come matti! Ma dico non si può fare un cartello con su scritto “non gridare” in un luogo dove si gioca a calcio. E’ un agonismo sano quello che si è respirato domenica con i ragazzi che dopo la partita si salutavano e scherzavano tra loro. Guardandoli ho visto come può essere unificante il calcio vissuto così con semplicità senza gesti folli e comportamenti scorretti. Guardando le partite, mi sono soffermata a pensare quanta fatica debba fare un ragazzo per realizzare il suo sogno e diventare calciatore, tra campetti infangati e panchine dismesse. E’ davvero difficile arrivare ai vertici, ci vuole tanta costanza sacrificio bravura ma anche tanta tanta fortuna perchè chissà quanti Maradona o Maldini ci sono in quei campetti e magari nessuno li vedrà mai.
Il “peso” della notorietà!
14 Maggio 2008
La riabilitazione e il Flamengo, la fidanzata e il figlio (forse) in arrivo. Ronaldo torna a parlare e lo fa sulla televisione brasiliana Rede Globo, con un’intervista alla trasmissione ‘Mais Voce’, durante la quale il Fenomeno ha ammesso di avere problemi di peso.
“Attualmente sono a 95 chili ha detto l’attaccante del Milan. Ai Mondiali del 2002 ero 87 chili ed è questo il peso che voglio raggiungere. Per rientrare nel calcio devo dimagrire: è necessario per acquisire velocità e agilità, per poter fare la differenza.” “Sto cominciando a esercitarmi con la bici, nuoto molto e seguo una dieta: bevo succhi d’arancia e mangio frutta, verdura e legumi. Sto limitando i carboidrati e spero di arrivare entro un mese vicino al peso ideale”.
La legge non è uguale per tutti!
14 Maggio 2008
Interisti sì, romanisti no. L’Osservatorio nazionale sulle manifestazioni sportive ha dato via libera alla trasferta dei tifosi nerazzurri a Parma ma no a quella dei tifosi giallorossi a Catania. Il presidente della Lega Calcio Antonio Matarrese non ci sta: “I tifosi della Roma devono poter andare a Catania, non accettiamo disparità. Una decisione di forza creerebbe una rottura e non vorrei rompere i rapporti con l’Osservatorio. Nessuno mette in dubbio le difficoltà di ordine pubblico, ma vanno governate: le forze dell’ordine hanno la forza per farlo”.
La decisione di vietare la trasferta ai tifosi romanisti è stata presa, sottolinea l’Osservatorio, con il “massimo rigore” tenendo in considerazione “le notizie provenienti dalle autorità preposte alla tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica.
Ecco dunque il perché della decisione di invitare i prefetti – non solo di Catania (per Catania-Roma), ma anche di Roma (Lazio-Napoli), Lecce (Lecce-Bari), Verona (Verona-Pro Patria e Chievo-Vicenza) e Perugia (Perugia-Ancona) a valutare “l’opportunità di disporre limitazioni nella vendita dei tagliandi ai tifosi ospiti”. Ciò significa che ogni prefetto deciderà autonomamente che tipo di limitazioni adottare: dalla vendita del biglietto individuale alla chiusura del settore ospiti.
Io credo che invece una volta per tutte sarebbe meglio che ognuno possa seguire le partite della propria squadra senza limitazioni, ovviamente questo non è possibile perchè per colpa di “alcuni” si incorre in gravi rschi per la sicurezza pubblica.
Pubblicato da castval 


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