Roma, arriva la rivincita coppa Italia giallorossa!

25 Maggio 2008

La coppa Italia resta a Roma, ma il 6-2 dell’anno scorso è lontano anni luce. Certo, i giallorossi sono arrivati al doppio vantaggio giocando da Roma vera, ma poi hanno subìto il ritorno d’orgoglio dell’Inter, soffrendone la pressione nell’ultima mezzora.

FANFARA - Si comincia con l’inno di Mameli in onore del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano eseguito dalla fanfara dei Carabinieri, che però può ben poco nella bolgia dell’Olimpico, con la Sud scatenata a fronte di una tifoseria nerazzurra decisamente meno numerosa del previsto. Poi la parola al campo, con la Roma che mostra subito le sue intenzioni. Perrotta costringe Burdisso al salvataggio sulla linea (ma c’era fuorigioco), poi prova il gran tiro al volo (ribattuto) quindi è Vucinic su punizione a incappare di un soffio nella barriera: il tutto nel giro di soli 6 minuti. L’Inter risponde secondo il copione atteso: fa di tutto per abbassare il ritmo, manovra molto e quando può prova il lancio lungo su Suazo e Balotelli. E arriva anche al tiro, per esempio con Maxwell, che al 13′ costringe Doni alla parata a terra. Anche la Roma sceglie a tratti di non giocare “da Roma”, ricorrendo a sua volta al lancio lungo reso possibile dalle buone doti di controllo della torre Vucinic. In compenso però pasticcia parecchio, come quando Giuly attorno al quarto d’ora spara alto da ottima posizione dentro l’area. Così i minuti passano, l’Inter fa buona guardia dietro con un Burdisso in grande spolvero e via via guadagna campo. Arrivano così a metà tempo prima il bel colpo di testa di Balotelli che sfiora la traversa, poi il gran tiro di Maxwell su cui Doni deve volare a deviare in angolo. A quel punto però la Roma si risveglia: sia per il campanello d’allarme suonato da queste due occasioni, sia perché un’Inter più aperta consente ai giallorossi il loro gioco più congeniale, quello fatto di veloci ripartenze con scambi palla a terra. Maturano così nuove occasioni con Vucinic e Perrotta, e poi il gol di Mexes, che irrompe da centravanti su un corner da destra di Pizarro e mette dentro al volo di destro. L’Inter sbanda, e ancora l’eclettico Mexes può permettersi di andare a cercar gloria di testa. La difesa nerazzurra non è più impeccabile come agli inizi anche a causa dei movimenti di Vucinic e Perrotta, che spesso si scambiano la posizione, supportati da un efficace asse Pizarro-Aquilani, e così si va al riposo con i giallorossi meritatamente in vantaggio.
LA RIPRESA - La Roma riparte da dove aveva interrotto: all’attacco. Perrotta ci prova prima di piede e poi di testa, poi è Vucinic a sparare fuori misura con Aquilani liberissimo. Sull’altro fronte, Mancini mette subito mano ai cambi, inserendo Pelè al posto di un nervosissimo Stankovic. L’effetto non è immediato, anzi è sull’altro fronte che Vucinic si fa subito perdonare con un assist che Perrotta deve solo metter dentro (8′): ma pochi minuti dopo il gioiellino nerazzurro fa vedere di che pasta è fatto accorciando le distanze con uno spettacolare tiro da fuori area. Ora l’Inter ci crede, Mancini pompa qualità inserendo Jimenez, e Burdisso, per non essere da meno di Mexes, sfoggia un plastico tuffo di testa con palla che finisce sul palo a Doni battuto. Per la Roma ormai è un’altra partita, capisce che non c’è più da divertirsi ma da lottare e soffrire. Il finale è tutto nervi e cartellini, crampi e infortuni: il calcio sparisce. Nei 6 lunghi minuti di recupero è ancor Burdisso a imitare Mexes con una pericolosa girata al volo, ma il fatto che debba sempre pensarci lui è indicativo: gli attaccanti non ne hanno più. Così la Coppa resta a Roma, con furore e sudore. E a festeggiarla scende in campo anche un certo Francesco Totti, con tanto di maglia giallorossa numero 10. (Gazzetta.it)

Stasera finale Coppa Italia Roma Inter

24 Maggio 2008

Questa sera Zlatan Ibrahimovic non sarà neanche in panchina per la finale di coppa Italia. Il giocatore svedese non è stato infatti convocato al termine dell’ultimo allenamento ad Appiano Gentile che peraltro ha svolto lavorando a parte a causa del problema al ginocchio sinistro che lo condiziona da febbraio. Ci sarà invece Cristian Chivu che è tornato a lavorare con il gruppo, mentre Nelson Rivas negli ultimi minuti dell’allenamento ha accusato una distorsione alla caviglia sinistra e non è stato convocato, così come gli infortunati Cambiasso, Cordoba, Dacourt e Samuel.
Ecco i giocatori a disposizione di Mancini:
Portieri: 1 Francesco Toldo, 12 Julio Cesar, 22 Paolo Orlandoni.
Difensori: 4 Javier Zanetti, 6 Maxwell, 13 Maicon, 16 Nicolas Burdisso, 26 Cristian Chivu, 40 Ivan Fatic, 47 Marco Filippini.
Centrocampisti: 5 Dejan Stankovic, 11 Luis Jimenez, 14 Patrick Vieira, 21 Santiago Solari, 28 Maniche, 30 Pelè, 31 Cesar.
Attaccanti: 18 Hernan Crespo, 29 David Suazo, 45 Mario Balotelli.

Coppa Italia si ai tifosi!

22 Maggio 2008

La finale di Coppa Italia si giocherà, come previsto, sabato sera alle 21, e sarà aperta alle tifoserie di Roma e Inter. Il pericolo di scontri, però, rimane alto, come conferma la scelta dell’Osservatorio nazionale sulle manifestazioni sportive di attribuire all’incontro il “massimo livello di rischio”. Le misure di sicurezza saranno rafforzate perché, sostiene l’Osservatorio riunitosi oggi, “entrambe le tifoserie annoverano frange violente, che nel corso dell’ultimo campionato si sono rese responsabili, invarie occasioni, di criticità sotto il profilo dell’ordine pubblico”. Il timore, poi, è che le polemiche seguite all’ultima giornata di campionato possano favorire gli scontri.
L’auspicio del Viminale è “che, con il supporto delle due Società Sportive, i sostenitori delle due squadre sappiano dimostrare, nell’occasione, un ritrovato senso di responsabilità e maturità sportiva, tenuto conto della straordinaria visibilità che la gara assume anche a livello internazionale in vista della finale di Champions League, in programma a Roma nel 2009, e degli imminenti campionati Europei”.


Coppa Italia Inter in finale

8 Maggio 2008

I nerazzurri conquistano la loro quarta finale consecutiva di coppa Italia grazie un gol di Pelè e una rete di Cruz. Una vittoria cercata e ottenuta con l’esperienza, nonostante un paio di incidenti di percorso: le espulsioni di Mancini e Materazzi.
PRIMO TEMPO- Nei primi venti minuti l’Inter è dimessa, senza idee e svogliata. La Lazio invece parte bene. Venti minuti martellanti in cui biancocelesti dominano sulla fascia centrale e obbligano Mancini a inserire Zanetti in mezzo al centrocampo per dare più consistenza al reparto. Ma le cose cambiano, e l’Inter, sfruttando le fasce, mette sotto la Lazio.
SECONDO TEMPO- La Lazio riparte nella ripresa con le stesse intenzioni. Ma a fare la differenza è l’esperienza dell’Inter che supera i momenti critici grazie all’evidente divario tecnico. Pelè segna, il suo gol destabilizza la sfida ed esalta Mancini che torna all’idea della doppia punta, inserendo Cruz per Bolzoni e spostando Jimenez alla destra del centrocampo. L’Inter gioca così in scioltezza, rallentando il ritmo a suo piacere, mentre la Lazio fatica a riorganizzarsi. Rossi opera un solo cambio: Kolarov per Zauri. Al 36′ espulsione di Materazzi per un fallo su Pandev. Superiorità numerica che sembra spalancare le porte alla Lazio che rincorre la rimonta. Invece un errore di Ballotta consegna a Cruz la palla del 2-0.