L’Europeo di Donadoni

Il commissario tecnico Roberto Donadoni ha scelto i 24 nomi per l’Europeo. Ben 14 campioni del mondo, e poi Cassano, e anche il viola Montolivo. “Non ci sono riserve”. Sono 24 giocatori che si giocheranno il posto ha sottolineato Donadoni. Insomma, “Tutti si devono sentire nelle stesse condizioni”.
Donadoni non ha dimenticato chi ha contribuito a portare la Nazionale alla fase finale. “Chi è qui se l’è guadagnata. Altri non ci sono, come Inzaghi e Oddo. Per Pippo non si tratta dell’età, ma di pura scelta tecnica. Mi dispiace per Oddo, che ha avuto un infortunio che l’ha condizionato. Credo che quelli che verranno hanno dimostrato grande disponibilità. In questi due anni questa squadra ha dimostrato qualcosa, giocando in un determinato modo. Ma si può anche cambiare modulo, come è successo. I giocatori devono sentirsi responsabilizzati”. Resta inteso, comunque, che la lista ufficiale andrà consegnata all’Uefa entro le 12 di mercoledì 28.
Su Cassano il tecnico ha poi voluto chiarire il suo pensiero: “Antonio non è una scommessa. Basta parlare di scommesse. Va bene a 16-17-18 anni. È finito il periodo delle scommesse. Ha una grande occasione, sa cosa vuol dire stare in questo gruppo, e lui si adeguerà a questo”. “Non voglio più pensare al passato ha affermato il c.t. azzurro. Tutto quello che Cassano è stato fino a ieri mi interessa poco. Deve azzerarsi in toto. Come tutti. Anche quelli che hanno vinto qualcosa devono azzerarsi e ripartire. Ci aspetta un grande obiettivo e dobbiamo concentrarci su questo. Se viviamo sui ricordi si innescano cose negative. Rientra nella categoria di giocatori che si conoscono, quel che può dare in termini tecnici poi lo so benissimo. Volevo una completezza di rosa”. Per andare alla conquista di un altro sogno. “Non esiste un obiettivo minimo. Quando arriveremo in campo per la prima partita cercheremo di vincerla e così via successivamente”.
Euro 2008 a parte, Abete ha definito il rapporto con Donadoni: un contratto biennale (fino al Mondiale compreso, quindi). Nell’accordo c’è una clausola di rescissione libera e reciproca per liberarsi, da far valere entro 10 giorni dalla fine dell’Europeo. “Ringrazio il presidente Giancarlo Abete per aver riconosciuto il mio lavoro. Se l’Europeo di calcio andrà male sarò io ad andarmene, non serve la clausola rescissoria”, ha concluso Donadoni.

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