Ravenna e Avellino contro il Treviso, scommesse e sospetti in serie B

Il campionato di serie B, lo sanno tutti quelli che ci lavorano dentro, ha avuto un girone di ritorno anomalo, discusso e discutibile. E adesso due città sono insorte: Avellino e Ravenna, club rispettivamente quartultimo e terzultimo della classifica, retrocessi in C senza l’appello dei play out visto il distacco dal Treviso. Insieme, chiedono di fermare il campionato. C’è una partita, Treviso-Ascoli (2-1 con rigore di Taibi ed espulsione del portiere ascolano), su cui la procura federale ha aperto contro voglia un’inchiesta. Un tesserato aveva segnalato scommesse elevate e ossessive su internet, quote (in questo caso riferite all’1, la vittoria del Treviso) che crollavano ogni mezz’ora successiva, agenzie che chiudevano la possibilità di scommetterci sopra. E poi commenti esterrefatti dei puntatori incalliti sui forum di Betwin: “Qui c’è qualcosa sotto”, dicevano gli esperti di quella partita.

Di più, su Treviso-Ascoli di sabato 5 aprile la procura di Treviso ha ricevuto altri due esposti e ha deciso di aprire un fascicolo modello 45: senza reato né autori, per ora. Quindi, lo ha assegnato al sostituto procuratore di turno. La risposta del Treviso calcio è stata un comunicato difensivo sul proprio sito e un intervento del presidente Ettore Setten con avvocato al fianco ad Antenna 3, tv a trazione sportiva dell’area. In studio il presidente del Treviso ha detto: “Altroché esposti, il Ravenna guardi in casa sua“. Alludeva a controcombine. Un concetto, poi, non così lontano da quello espresso dal presidente dell’Ascoli, Roberto Benigni, pronto a difendere il comportamento del suo portiere Taibi: “Nella gara con il Treviso è stato espulso senza aver toccato l’avversario e si arrabbiò. Queste illazioni di fine campionato le fanno le squadre che non sono riuscite a fare punti sufficienti”. Il “Corriere dello Sport” nei giorni successivi parlò di un’imminente apertura d’inchiesta anche su Rimini-Ravenna del 19 aprile, 3-4 con una tripletta finale degli ospiti realizzata in sei minuti. Un record. Dell’inchiesta bis non è mai arrivata conferma.

Il presidente del Ravenna, Gianni Fabbri, dice: “Ci vuole chiarezza su questo torneo, sulle partite in discussione e soprattutto sugli illeciti amministrativi accertati nei confronti della società Treviso. C’è un’indagine della procura federale conclusa, ci sono stati tre solleciti scritti per conoscerne i risultati eppure in Federcalcio tutto tace. Vorrei ricordare che il Ravenna ha dovuto rinunciare per motivi di bilancio ad alcuni acquisti a inizio anno, non si capisce perché il Treviso, che potrebbe aver realizzato tre illeciti amministrativi a fini calcistici, ora non debba essere sanzionato. Chiediamo alla procura federale risposte certe e rapide”. Roberto Buffone, il direttore sportivo che tiene le fila della questione, aggiunge: “Abbiamo chiesto un intervento di Di Pietro”. Il presidente dell’Avellino, Marco Pugliese, aggiunge: “Siamo pronti a costituirci in ogni sede e siamo attenti anche al processo disciplinare nei confronti del Messina per Calciopoli due”.

Il Ravenna calcio e l’Unione sportiva Avellino sollevano una questione importante quanto la presunta combine: gli illeciti amministrativi del Treviso. Una lunga inchiesta federale partita nella stagione 2004-2005 ha accertato tre cose: il presidente Setten ha promesso e non pagato ai suoi giocatori un premio da un milione mezzo di euro in nero: era per la promozione in serie A. I giocatori, che si sono rivolti alla Lega, hanno perso la battaglia proprio perché la promessa era stata vergata su carta privata, quindi fuori dai bilanci. E poi, seconda questione, in nero è stato pagato anche un giocatore del Taranto: Galeoto, l’Eurostar della Marca, 100 mila euro passate da amministratore del Treviso ad amministratore del Taranto senza scrittura contabile. Per questo Setten, il dg Gardini e l’ex ds Osti sono tutti indagati per truffa alla procura di Taranto. E poi c’è l’inspiegabile acquisto da parte del Treviso di Saverino, in questa stagione: il giocatore dello Spezia è stato riparcheggiato subito a Spezia e, a gennaio, avviato verso l’Ascoli. Una trattativa carambola mai compresa.

L’inchiesta su quest’ultimo versante gli illeciti amministrativi del Treviso è stata ultimata dall’ex vicequestore della polizia di Udine, Salvatore Galeota, che nella giustizia del calcio lavora come sostituto. Si attendono i deferimenti.(Repubblica.it)

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